Secondo il copione dei talk show italiani, si sono chiamati i campioni dell’estremismo. Con i protagonisti felici come mai di essere in TV ma inconsapevoli di aver così contribuito ad un danno di immagine dell’Autonomia di proporzioni enormi.

Considero da tempo i talk show, sopratutto quelli della domenica, una autentica sciagura e sinceramente compatisco i – purtroppo – molti milioni di italiani che decidono di sorbirseli. Personalmente, piuttosto, preferirei guardarmi per la millesima volta “Guerra e Pace”, anche in lingua russa.
Certo è che domenica, ad una trasmissione che mi dicono si chiami L’Arena, e’ stata data agli italiani una rappresentazione della questione sud tirolese che grida vendetta a Dio. Secondo il copione dei talk show italiani, si sono chiamati i campioni dell’estremismo. E così si è ridotto il tutto ad una sorta di bega da baraccone. Con i protagonisti felici come mai di essere in TV ma inconsapevoli – speriamo almeno – di aver così contribuito ad un danno di immagine dell’Autonomia di proporzioni enormi.
Tutto questo è disdicevole e offensivo per la storia di questa terra e per le figure più autorevoli e lungimiranti che l’hanno rappresentata sia sul versante di lingua italiana che su quello di lingua tedesca, sconfiggendo proprio i fomentatori di rancore di ambo le parti. Ma si sa: Magnago, Berloffa, Kessler e i loro referenti romani e viennesi non avevano il grande privilegio di andare da Giletti. Per loro e nostra fortuna.