La lunga intervista concessa da Avvenire a Beppe Grillo, per i contenuti e per la testata ospitante, non può essere trascurata.
Con consumata perizia, Grillo usa molti argomenti che sembrano sfiorare sensibilità diffuse nel mondo cattolico.
In particolare, assume come centrali il cedimento dei “valori” civili e politici degli anni novanta e gli effetti socialmente iniqui del pensiero unico liberista e della globalizzazione economica e
si concentra poi sull’inconsistenza strutturale del progetto dell’Unione Europea e dell’Euro.
Ciò che sconcerta non sono i singoli contenuti, già ampiamente noti, ma la concezione della politica e della democrazia.
Il M5S non ha una strategia, dice Grillo: vincerà e arriverà a Palazzo Chigi perché accompagna una sempre crescente quota di elettori sul crinale della crisi irreversibile del sistema e ne diventa icona vivente. Per questo è indifferente a vecchie appartenenze e culture politiche; non perché ne propugni una nuova, ma perché ne ravvisa l’inutilità.
Il M5S ritiene superate la democrazia rappresentativa, le sue forme, le sue regole. Ritiene obsoleti i vincoli che ne derivano.
Vi è, alla radice, una idea individualistica dei rapporti civili e sociali, che traspare assai bene nella esaltazione del diritto all’auto determinazione dei singoli, frutto del superamento, dice Grillo, delle vecchie basi ideologiche sulle quali si sono sedimentati i valori etici.
Non vi è traccia alcuna di una visione comunitaria e sociale.
Difficile, molto difficile – su queste basi – intravvedere spazi per punti di convergenza.
E non sarà certo la comune battaglia contro le aperture pasquali dei centri commerciali a colmare questa siderale distanza di concezione rispetto a tutto ciò che il magistero della Chiesa ha sempre indicato a tutti i cattolici – pur nel pluralismo delle opzioni – come valori fondanti della vita civile: ad iniziare dal valore della Politica.
I grillini potranno anche magari vincere, anche aiutati dagli errori degli altri, ma la loro vittoria sarà semmai l’epigono della crisi del vecchio sistema, non certo l’inizio di una ricostruzione civile, sociale e democratica.